DATI STATISTICI


I dati statistici qui riportati sono tratti dalla “Relazione del Ministero della Salute al Parlamento sullo stato di attuazione della Legge contenete norme in matteria di procreazione medicalmente assistita (Legge 19 Febbraio 2004, N. 40, Art. 15).

La relazione è dell’11 giugno 2021, è relativa all’anno 2019, e i dati riguardano sia le tecniche di I livello (inseminazione semplice) sia di II e III livello (fecondazione extracorporea, cioè formazione di gameti in vitro).

Dati 2019

    • coppie trattate con PMA: 78.618 (70.430 con gameti della coppia + 8.188 con gameti donati) in aumento rispetto ai 77.509 del 2018;
    • cicli iniziati di PMA: 99.062 (89.376 gameti della coppia + 9.686 con gameti donati), di cui 37.459 nei centri pubblici, 23.947 nei privati convenzionati, 37.656 nei privati; in aumento rispetto ai 97.509 del 2018;
    • bambini nati vivi: 14.162 (11.873 gameti della coppia + 2.289 con gameti donati), pari al 3,4% del totale bambini nati nel 2019 (420.084 nati vivi, Fonte: ISTAT).

Confronto 2019-2018

Rispetto al 2018, considerando l’applicazione di tutte le tecniche di PMA, nel 2019 è stato riscontrato che:

    • Sono aumentate sia le coppie trattate (da 77.509 a 78.618), sia i cicli effettuati (da 97.509 a 99.062), sia i bambini nati vivi (da 14.139 a 14.162).
    • Resta elevata l’età media delle donne che si sottopongono a tecniche a fresco con gameti della coppia: 36,8 anni (gli ultimi dati dal Registro Europeo riportano un’età media di 35 anni per il 2016). Nella fecondazione in vitro con gameti donati, l’età della donna è maggiore per la donazione di ovociti (41,6 anni) rispetto a quella di seme (34,6 anni).
    • Diminuisce il numero di embrioni trasferiti in utero, e conseguentemente si riducono sia i parti gemellari sia trigemini, questi ultimi in linea con la media europea.

Figura 1.

Percentuale di gravidanze ottenute per ciclo iniziato. Anni 2005-2019

Survey sull’impatto della pandemia da SARS-CoV-2/Covid-19 sull’attività dei centri di Procreazione Medicalmente Assistita (titolo 3 come i due blocchi di testo precedente)

Al momento dell’apertura della survey (maggio 2020) i centri di PMA italiani attivi erano 191 e di questi 176 hanno correttamente compilato il questionario per un tasso di risposta del 92,1%.

Il 21,0% di centri di PMA ha avuto il proprio edificio coinvolto, interamente o solo in parte, nella creazione di un reparto dedicato esclusivamente alla cura dei pazienti affetti da Covid-19.

La maggior parte dei centri (77,8%) ha dichiarato di aver sospeso ogni tipo di attività, senza iniziare nuovi cicli e portando a termine, in alcuni casi, i trattamenti in corso con il congelamento di ovociti e/o embrioni o con il trasferimento embrionario. Le date di sospensione dell’attività dei centri rientrano in un intervallo che va dal 22 febbraio all’11 aprile 2020 con valore mediano in corrispondenza del 15 marzo 2020.

La riduzione dell’attività è risultata maggiore nei centri privati convenzionati (-37%), nei centri situati nelle Regioni del Nord Ovest (-40,4%), cioè nelle zone più colpite dalla diffusione del virus, nei centri medi e grandi (-36,4% e -36% rispettivamente), e nei centri che hanno visto la propria struttura coinvolta nella creazione di un reparto dedicato ai pazienti Covid-19 (-37,7%).

A partire da questa riduzione si stima che l’impatto della pandemia sull’attività di PMA nel solo primo quadrimestre del 2020 abbia portato alla nascita di circa 1.500 bambini in meno rispetto al 2019.

Ministero della Salute. Relazione del Ministro della Salute al Parlamento sullo stato di attuazione della Legge contenente norme in materia di procreazione medicalmente assistita (Legge 19 febbraio 2004, N. 40, articolo 15). Roma Ottobre 2021. https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_3162_allegato.pdf