Covid-19 e PMA: i dati del Registro Nazionale


La riduzione media dell’attività nei centri di PMA è del 34,8% nel primo quadrimestre del 2020. Questo è il dato che emerge dalla Relazione al Parlamento del 2021, elaborato dal Ministero della Salute. Viene anche evidenziato l’impatto della pandemia nell’ambito dell’applicazione delle tecniche di PMA.

Il 2 maggio 2020, il Registro Nazionale della Procreazione Medicalmente Assistita dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha svolto un’indagine conoscitiva presso i centri italiani di PMA. L’obiettivo era di valutare l’impatto della pandemia da SARS-CoV-2 sull’applicazione dei trattamenti di PMA nel nostro Paese.

I risultati dell’indagine sono riportati nella Relazione del Ministro della Salute dell’11 novembre 2021 sul tema dell’attività dei centri di PMA.*

L’indagine del Registro Nazionale

L’indagine si basava su un questionario da compilare online sul sito dell’ISS ed era rivolta a tutti i centri italiani di PMA di II-III livello. In questi centri si praticano tecniche di FIVET (fecondazione in vitro con trasferimento di embrioni in utero), ICSI (fecondazione in vitro tramite iniezione di spermatozoo in citoplasma), FER (fecondazione con utilizzo di embrioni crioconservati) e FO (fecondazione con impiego di ovociti crioconservati).

Il tasso di partecipazione all’indagine è stato del 92,1%: una percentuale di risposta altissima da parte dei centri di PMA, considerando che era su base volontaria. Infatti, al momento dell’apertura della survey, a maggio 2020, i centri di PMA italiani attivi erano 191 e di questi, 176 hanno aderito al questionario.

La riduzione dell’attività dei centri di PMA

I risultati dell’indagine evidenziano che il 21,0% di centri di PMA ha avuto il proprio edificio coinvolto, interamente o solo in parte, nella creazione di un reparto dedicato esclusivamente alla cura dei pazienti affetti da Covid-19.

La maggior parte dei centri (77,8%) ha dichiarato di aver sospeso ogni tipo di attività, senza iniziare nuovi cicli e portando a termine, in alcuni casi, i trattamenti in corso con il congelamento di ovociti e/o embrioni o con il trasferimento embrionario. Le date di sospensione dell’attività dei centri rientrano in un intervallo che va dal 22 febbraio all’11 aprile 2020 con valore mediano in corrispondenza del 15 marzo 2020.

I dati sui cicli

In generale, si sono osservati circa 9.500 cicli iniziati con tecniche di PMA in meno nel primo quadrimestre 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019, pari ad una riduzione del 34,8% dell’attività. In particolare, per la tecnica FO si ha una riduzione del 46,4% di cicli, per le tecniche a fresco del 34,1%, per la FER del 33,7%, per i cicli con una donazione di gameti del 39,2%.

Le differenze tra i centri

La riduzione dell’attività è risultata maggiore nei centri privati convenzionati (-37%), nei centri situati nelle Regioni del Nord Ovest (-40,4%), essendo le zone più colpite dalla diffusione del virus, nei centri medi e grandi (-36,4% e -36% rispettivamente), e nei centri che hanno visto la propria struttura coinvolta nella creazione di un reparto dedicato ai pazienti Covid-19 (-37,7%).

A partire da questi dati, si stima che l’impatto della pandemia sull’attività di PMA nel solo primo quadrimestre del 2020 abbia portato alla nascita di circa 1.500 bambini in meno rispetto al 2019.

La stima per il restante periodo del 2020

Tutti i centri di riproduzione assistita hanno applicato dei protocolli per la prevenzione del contagio da Covid-19. Per il restante periodo del 2020, che va da giugno a dicembre, i ricercatori hanno ipotizzato due scenari che identifichino un intervallo di valori entro cui, molto probabilmente, ricadranno i dati reali disponibili con la prossima raccolta dati sull’attività dei centri di PMA nel 2020.

Il primo scenario prospetta che la riduzione rilevata nella prima parte dell’anno rimanga inalterata fino alla fine dell’anno, portando a stimare la nascita di circa 4.200 bambini in meno da tecniche di PMA di II-III livello.

Il secondo scenario ipotizza una minore riduzione (-15%) di attività nel restante periodo del 2020.

 

*Relazione del Ministro della Salute al Parlamento sullo stato di attuazione della legge contenente norme in materia di procreazione medicalmente assistita – anno 2021.

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