Social Freezing: preservare la fertilità oggi per essere mamma un domani


Oggi, la scelta di diventare mamma arriva sempre più tardi. Un crescente numero di donne, specialmente nei paesi occidentali, rimanda la ricerca di un figlio in età materna avanzata. I motivi che spingono le donne a ritardare la maternità sono molteplici, come migliori opportunità educative e professionali rispetto al passato, i cambiamenti nelle relazioni e nella convivenza, l’assenza di un partner, miglior accesso alla contraccezione e la necessità di creare un ambiente familiare stabile. Questa tendenza deve però fare i conti con l’orologio biologico della donna. La “finestra fertile” femminile è limitata e vulnerabile, con una progressiva riduzione della quantità e della qualità degli ovociti a partire dai 30 anni e più rapidamente dopo i 35 anni. Tale deterioramento della funzione ovarica, insieme alla tendenza a posticipare la maternità, ha portato a un aumento del numero sia di donne che rimangono involontariamente senza figli sia di donne di età superiore ai 45 anni che utilizzano ovuli donati anziché i propri.

Social Freezing

Il Social Freezing è la possibilità di crioconservare gli ovociti a scopo precauzionale, per motivi non medici. Si tratta di un’importante opportunità per le donne in età fertile che vogliono preservare la loro fertilità dal declino dovuto all’età e pianificare una gravidanza più avanti nel tempo. Con il Social Freezing qualsiasi donna, anche single, può scegliere di congelare i propri ovociti, senza l’obbligo di fornire particolari motivazioni sulla scelta o sulla situazione sentimentale. Questo consente alle donne di raggiungere una maggiore sicurezza sociale, psicologica e finanziaria prima di intraprendere una gravidanza. La possibilità di crioconservare gli ovociti è stata già introdotta da tempo in Italia per ragioni mediche, in particolare per le pazienti oncologiche che devono affrontare chemioterapie e trattamenti che compromettono la fertilità. Ora, questa innovazione medica viene promossa e offerta anche alle donne sane e fertili, ma non mancano i dibatti dal punto di vista medico ed etico. Va ricordato, infatti, che il Social Freezing non garantisce la certezza di una futura gravidanza, ma aumenta solo la futura possibilità procreativa. Ovviamente, la donna può sempre provare a concepire naturalmente e non è costretta a utilizzare gli ovociti congelati.

Quando sottoporsi al Social Freezing

Il successo di una crioconservazione dipende molto dall’età della donna e dal numero di ovociti congelati. Per avere un tasso di successo più elevato, l’età ottimale per congelare gli ovociti è sotto i 35 anni, dove si ha ancora una buona qualità e un buon numero di ovociti. La crioconservazione degli ovociti in età più avanzata è meno efficacie e ha esiti peggiori. Inoltre, nelle donne in età avanzata sono richieste dosi maggiori di farmaci per la stimolazione ovarica (gonadotropine) e il congelamento di un maggior numero di ovociti. Per avere una buona possibilità di gravidanza il numero ideale di ovociti da congelare va dai 20 ai 25 ovociti e per ottenerne un numero sufficiente potrebbero essere necessari più cicli di stimolazione ovarica. Se da un lato la crioconservazione di un piccolo numero di ovociti può limitare il tasso di successo, di contro un numero eccessivo di ovociti può comportare costi ingiustificati.

Come si svolge la procedura

Il percorso del Social Freezing ricalca le tradizionali e consolidate tecniche di crioconservazione dei gameti femminili usate nei programmi di procreazione medicalmente assistita (PMA). Dopo un primo colloquio informativo e di controllo, sono prescritti gli esami diagnostici preliminari tra cui il dosaggio ormonale per la valutazione della riserva ovarica ed ecografia transvaginale in fase mestruale con la misurazione della volumetria ovarica e la conta dei follicoli antrali. Soddisfatti tutti i requisiti preliminari la donna inizia il trattamento ormonale per stimolare l’ovulazione. Successivamente si procede al prelievo degli ovociti che avviene per via transvaginale, sotto guida ecografica e in analgesia o in sedazione profonda. Infine, gli ovociti maturi vengono congelati tramite tecnica di vitrificazione, il metodo più moderno e sicuro poiché non danneggia gli ovociti e garantisce un elevato tasso di sopravvivenza post scongelamento. Gli ovuli vitrificati possono rimanere congelati in modo sicuro per diversi anni, anche decenni.

Quali sono i rischi

Al momento, numerosi studi scientifici hanno accertato l’assoluta sicurezza della procedura e dei risultati, anche a distanza di tempo. Gli unici rischi sono correlati al fatto che la donna si deve sottoporre a trattamento ormonale, che può comportare minimi effetti collaterali fino al rischio di sviluppare la sindrome da iperstimolazione ovarica. Grazie ai nuovi protocolli di stimolazione, se il trattamento è effettuato correttamente, il rischio di incorrere nella sindrome da iperstimolazione ovarica è molto basso (1 %).

Fonte:

Varlas VN et al. Social Freezing: Pressing Pause on Fertility. Int. J. Environ. Res. Public Health 2021, 18, 8088

Borovecki A. et al. Social egg freezing under public health perspective: Just a medical reality or a women’s right? An ethical case analysis. J Public Health Res. 2018 Dec 20; 7(3): 1484.

Humanitas. Social Freezing. https://www.humanitas.it/cure/social-freezing-crioconservazione-degli-ovociti-a-scopo-precauzionale/

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