PMA: nuove opportunità per le coppie grazie ai nuovi LEA


Dal 1° gennaio 2024 le coppie italiane avranno nuove opportunità di accedere alla Procreazione Medicalmente Assistita. La PMA, infatti, è stata inserita nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) ed entrerà a pieno titolo nelle prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale. I Livelli Essenziali di Assistenza sono quelle prestazioni e servizi che il Servizio Sanitario Nazionale è tenuto a garantire a tutti i cittadini, gratuitamente o dietro pagamento di una quota di partecipazione (ticket), su tutto il territorio nazionale, indipendentemente dalla propria residenza.

Cosa cambia

L’inclusione delle tecniche di PMA tra le prestazioni garantite dai nuovi LEA comporta l’implementazione di diverse direttive per la gestione di questo servizio su tutto il territorio nazionale. Le principali sono:
La PMA, sia omologa che eterologa, passa dal regime di ricovero a prestazione puramente ambulatoriale. Potrà essere effettuata in regime di ricovero solamente per giustificati motivi
– Si è stabilito un limite di età di 46 anni, sia per la PMA omologa sia per l’eterologa. Entro questo limite di età le donne avranno diritto a fino a sei tentativi, nessuna tecnica è esclusa
– È importante sottolineare che tutti i tentativi precedenti al 1° gennaio 2024, sia con PMA omologa sia con eterologa, saranno azzerati
Il costo del ticket sarà uguale in tutte le Regioni (38,00 €). Il Decreto prevede un contributo del cittadino solo per il reperimento dei gameti, ovociti o spermatozoi eterologhi che, per il momento, può essere diverso da Regione a Regione, in attesa di nuove regole per avere un contributo uguale per tutti

Un’opportunità per molte coppie

Con l’entrata in vigore del nuovo Decreto che aggiorna i LEA un maggior numero di aspiranti genitori potrà accedere alle tecniche di fecondazione assistita, sia omologa sia eterologa. La conferma arriva anche dalla SIRU (Società Italiana della Riproduzione Umana): molte coppie che finora sono state frenate dai costi della PMA, dal prossimo anno si rivolgeranno al Servizio nazionale per provare ad avere un figlio.

La SIRU stima che il numero di cicli di PMA possa quasi raddoppiare. Di conseguenza, il numero di bambini nati con la PMA potrà superare il 5% delle nascite nella popolazione generale, a fronte dell’attuale 4,2. Il tutto, in un contesto che dal 2012 al 2022 ha visto aumentare del 73% il ricorso a queste metodiche.

In Italia occorrono più strutture

L’entrata della PMA nei nuovi LEA è una buona notizia per le coppie che non riescono ad avere un figlio e che decidono di affidarsi alla medicina della riproduzione. Tuttavia, al momento nel nostro Paese non è possibile garantire l’accesso alle tecniche di PMA in modo omogeneo sul territorio nazionale. Infatti, esistono ancora delle lacune da colmare in termini di numero di centri, qualità e sicurezza dei servizi offerti. In particolare, la maggior parte dei centri pubblici si trova in alcune regioni del Nord (Lombardia, Liguria, Friuli-Venezia Giulia) e del Centro (Marche); i centri privati in quasi tutte le regioni del Sud e in alcune del Nord (Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna) e del Centro (Lazio); infine i centri privati convenzionati si trovano quasi esclusivamente in Lombardia (10) e in Toscana (5).

Paola Piomboni, presidente Siru, sottolinea che: “In larga parte del territorio non sussistono strutture sufficienti a garantire alle coppie, in tempi ragionevoli, di poter accedere ai servizi con pagamento a carico del Ssn. Ciò in quanto i centri pubblici che hanno finora eseguito una percentuale del 42% dei cicli (comprendendo quelli della Lombardia e Toscana, mentre alcune regioni del Centro-Sud eseguono percentuali di cicli inferiori al 15%) non potranno assorbire l’intera domanda regionale, a meno che non siano affiancati da un privato convenzionato che finora in gran parte delle regioni è assente”.

Occorre pertanto ampliare, afferma Antonino Guglielmino, past president Siru, il servizio pubblico e quello privato convenzionato: “Solo alcune Regioni sono riuscite ad offrire servizi di Pma con costi a carico del Ssn, rispondendo pienamente alla domanda presente nella regione stessa ed attraendo coppie provenienti da altre regioni. Nelle regioni del Centro-Sud e Isole, invece, si evidenzia un’offerta di servizi in alcune aree assolutamente insufficiente, in gran parte delle regioni totalmente a carico delle coppie e che viene effettuata per una minima quota nei centri pubblici e in maggior misura nei centri privati”.

FONTI:

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